Martedì, Giugno 12, 2007 11:51 AM
Mercoledì, Giugno 6, 2007 9:09 PM
Venga, dottò! C'è spazio!
Domenica, Giugno 3, 2007 1:39 PM
Partendo dal presupposto
che no, così non si va avanti, c'è il passo successivo: cambiare
le cose. Provarci, quanto meno.
Vivere costantemente con lo stomaco attorcigliato perennemente; con la sensazione
di fare le cose sbagliate perché si sta nel posto sbagliato; di non
appartenere a un determinato luogo, non è più sopportabile.
Nel senso che sì, è sopportabile, del resto c'è gente
che convive con la paralisi o l'AIDS, perché io dovrei lamentarmi?
Ma non è sopportabile, perché quando si perde peso per lo
stress e si sta perennemente di cattivo umore, ci deve essere un modo per
uscirne.
Provarci, quanto meno.
Ecco, il mio problema - OK...UNO dei miei problemi... - sta proprio lì,
tra il riuscirci e il provarci quanto meno. Perché, giuro, non so
da dove cominciare, per cercare di invertire rotta e crearmi una situazione
ugualmente stabile, ma più serena.
Quindi, come nei film, cerco di sancire oggi come il giorno della rinascita.
Da oggi mi darò da fare costantemente, nel tempo libero concessomi,
per cercare di saltare fuori dalla fossa prima che ci buttino dentro la
prima palata di sabbia.
Provarci, quanto meno.
Sabato, Giugno 2, 2007
12:33 AM
Non ricordo bene
l'anno. Comunque non dovevo avere più di 13 anni, a occhio e croce. Ero
a Parigi (ari-daje...lo so che non ne potete più di sentirmi parlare di
Parigi...) con la mia famiglia e si girava per il mercato delle pulci. Mi
fermai in una delle tante bancarelle di dischi e frugai, guardando un pò
cosa saltava fuori dagli archivi delle persone. E mi ritrovai tra le mani
un vinile dalla copertina coloratissima e pazzesca. Mia madre si avvicinò
e, entusiasta, adocchiando il prezzo conveniente mi disse: "Ma sai che è
un album rarissimo?". Come vuoi, come non vuoi, lo comprai. Sia perché la
copertina e il nome del gruppo - ah sì, erano i Beatles, avevo dimenticato
di dirlo, vero? - mi attiravano parecchio, sia perché l'equazione "costa
poco + è raro = varrà un sacco di soldi", mi faceva sperare in un futuro
di rendita - ai bambini basta poco per crederci... Comunque, lo comprai.
Da qui non ci sarebbe molto altro da dire, a parte due cose.
La prima è che ne trovai un'altra copia, di quel disco rarissimo. E precisamente
la trovai tra i vinili dei miei genitori. In pratica ne ho due copie, di
quel rarissimo disco.
La seconda è che, dopo averlo ascoltato, rimasi completamente sconvolto.
Da tante cose. I testi, lo stile, gli arrangiamenti... E da quell'inizio
folgorante "It was twenty years ago today/ Srgt. Pepper told the band to
play" che ti trascina verso un finale altissimo ("The one and only Billy
Shears/ and Srgt. Pepper's Lonely Heart Club Baaaaaaand") che se non sei
pronto, quando provi a cantarlo sputi fuori le tonsille. E da Lucy, ovviamente,
così come da "A little help from my friends" che anni dopo, a Woodstock,
quel maledetto di Joe Coker rifarà magnificamente.
Insomma, quarant'anni dopo l'incisione, quel vinile ce l'ho pure in versione
elettronica e la Sergent Pepper's Lonely Heart Club Band ha continuato a
suonare. Incidentalmente dopo aver inciso quel disco che, si dice, pare,
sembra, lo sostengono in tanti che ne sanno molto più di me, in fatto di
musica, quel disco, dicevo, che è un capolavoro della storia della musica.
02:27 AM
Ho scoperto che
l'Invicta non sono più lo zaino dei gggiovani adolescenti e liceali. Traumatizzato.
E dubbioso: su cosa scriveranno "Francy TVB", ora?
Venerdi, Giugno 2, 2007 11:58 PM
Ho spesso parlato
del mio amore per Parigi.
E' qualche giorno che ho una gran voglia di staccare per un paio di giorni.
Non di più. Prendere l'aereo, scappare a Parigi, sistemarmi in un Etap Hotel
o in un Formule 1. E poi rigirare Parigi. Place St. Michel, la piazza davanti
al Beauburg (e prendere un tavolino ed esibirmi come prestigiatore); les
Halles. Ma soprattutto l'aria, la gente, i viali alberati, il lungo Senna,
i mercatini delle pulci, la Goutte d'or, il museo D'Orsay... Due giorni,
non di più. Perché basterebbe, credo, per rigenerarmi un pò. E sarebbe abbastanza
da non darmi la tentazione di non tornare. Credo.
Giovedì, Maggio 31, 2007 3:01 PM
Ero sfuggito a Flickr, in qualche modo, e ora sono nel vortice di Anobii. Trattasi di libreria virtuale, dove indicare i libri letti, in lettura, da leggere, da comprare, con giudizi e pareri. Si comincia con i propri, si finisce a studiare quegli degli altri (e, come nel mio caso, a uscire per comprarli, poi...). Volevo solo aggiungere un paio di testi, per vedere com'è, e mi sono trovato con 35 libri inseriti e commentati - beh...quasi tutti, via...-. E quindi, la libreria (parziale, che ne ho ancora così tanti che non so mica se ho il coraggio di metterli tutti...) del sottoscritto si trova qui, in attesa di vedere la vostra, prima o poi.
Mercoledì, Maggio 30, 2007 6:10 PM
La terza stagione
di Lost non è malaccio. Per le aspettative che avevo (assai basse...),
è stata dignitosa.
La sesta stagione di 24 prosegue sui soliti binari: Bauer rompe teste al
mondo intero. Ma è sempre dannatamente fico.
La terza stagione di Battlestar Galactica è magnifica. A parte il
pezzo centrale, pesante, ridondante e noioso.
La seconda stagione di Prison Break è notevole. Storco il naso, all'idea
di una terza, ma insomma...
La prima stagione di Studio 60 on the Sunset Strip sarà purtroppo
anche l'ultima. Gli ascolti non l'hanno salvata, anche se era magnifica.
La prima stagione di Heroes è interessante. Ma non riesce a prendermi.
La seconda stagione di Weeds è geniale. E se ci penso bene, l'ho
vista qui a Bologna, quando ero appena arrivato...
Giovedì, Maggio 17, 2007 12:47 AM
La capa di Erebel è una stronza. Punto. (niente...non potete capire...è una promessa che dovevo mantenere...)
Mercoledì, Maggio 16, 2007 1:28 PM
Quando era in vita,
ha commentato gli attentati dell'11 Settembre in questo modo:
"Credo sinceramente che i pagani, gli abortisti, le femministe e
i gay e le lesbiche che si stanno muovendo per far sì che il loro diventi
uno stile di vita alternativo, l'ACLU [unione per le libertà civili], People
for the American Way, tutta questa gente che ha tentato di laicizzare l'America,
è a loro che punto il dito in faccia, e dico: 'siete stati voi a farlo succedere'."
Ora il reverendo Falwell è trapassato. Chissà se all'inferno
avrà ancora il tempo di stare a pensare a cose simili.
Martedì, Maggio 15, 2007 2:57 PM
1) Il mio lato femminile
sta cercando di avere la meglio su di me: oggi ho fatto un parcheggio da
donna (leggi: ho parcheggiato da schifo); soffro di metereopatia e il vento
che soffia a 180 km/h qui fuori mi sta facendo uscire di testa; in auto
ho cantato a squarciagola "Grace Kelly. In falsetto. Due volte. Mi
sto trasformando in George Michael, temo.
2) La faccenda dei commenti scomparsi ha raggiunto livelli demenziali. Oggi
sono andato sul sito che me li fornisce e ho trovato il seguente messaggio:
"A causa dell'alto utilizzo del nostro sistema, ma di una bassa
capacità del server, abbiamo dovuto interrompere questo servizio
fino a data imprecisata. ".
Poco male, penso, è già qualcosa che non abbiano abbandonato
la nave. Poi leggo le ultime parole del messaggio.
"Questo sito è in vendita. La base d'asta è di 1000
$ . Inviate le vostre offerte a...".
3) Dalle mie parti, al lavoro, mi hanno parlato di vacanze. Ci avevo messo
una pietra sopra, pensando che per quest'anno non se ne sarebbe parlato
e invece...mah...ci deve essere una fregatura.
4) Oggi sono di riposo, ma mi sono recato lo stesso al lavoro per una bega
dell'ultimo minuto (chiamiamola così, va...). Sono arrivato in tempo
per sentire che una cliente si chiama Clarabella Orazio. Nella stanza dei
dipendenti si è scatenato un putiferio.
Venerdì, Maggio 11, 2007 8:03 PM
La famiglia, eh?
Mica cazzi.
La famiglia. Non si tocca. E' sacra e inviolabile. E decisa da chi di dovere.
Io ce l'ho una famiglia. Perché ho una mamma e un papà e un
fratello e tre gatti. Ma, cosa più importante, mamma e papà
sono sposati regolarmente, con anello al dito, rito in Chiesa "prendo
te...salute e malattia..." e tutto il resto.
Mica come quelli lì, quelli che vanno a vivere insieme e tanto gli
basta. E copulano, però. E magari c'hanno pure il coraggio di fare
dei figli, sapendo che quei bambini saranno dei diversi, piccoli orfani
di una forma sociale che dovrebbe essergli data e che invece vivranno con
una mamma e un papà non sposati. Che umiliazione. Quando in classe
salterà fuori che 'sti porelli non c'hanno in casa le foto di nozze
e neanche, che so, una bomboniera. Mica come il compagno di banco, con il
padre puttaniere e la mamma che se la spassa con il collega di lavoro, ma
almeno con una fede al dito, via.
E poi, dai...non vorrai mica che quelli lì...quelli...gli o-m-o-s-e-s-s-u-a-l-i
possano essere considerati al pari di un uomo e una donna che si sposano?
Scherziamo?
No, no.
La famiglia. Non si tocca.
E purtanto io rivendico il diritto di ognuno di poter vivere la propria
serenità come preferisce. Rivendico il diritto di non sposarmi, se
non voglio o se non ne sento il bisogno. Rivendico il diritto di poter sfilare
per il valore di una famiglia che, teoricamente e banalmente, dovrebbe avere
a che fare con l'amore, i legami, il rispetto e il desiderio di stare vicino
a chi ami e di dare la vita a un figlio, senza essere ingabbiato in stereotipi
che non riconosco. E rivendico di farlo senza che nessuno, politico di destra
o di sinistra, prete, familiare, passante occasionale, si sentano in diritto
di dirmi se sono più o meno "familiarizzato" di loro.
Giovedì, Maggio 10, 2007 2:02 PM
Alcuni pensieri
sparsi su Second Life:
1) Partiamo dal presupposto che non ci ho mai giocato. Che ne lessi la prima
volta, anni fa, come di un posto dove non vi erano regole, che non era un
gioco di ruolo online tipo World of Warcraft, ma che lì era tutto
molto più spirituale e tutto molto più allegorico e tutto
molto più. Una roba così spirituale, ça va sans dire,
sul momento mi ha affascinato. Poi ho detto: "Ma anche no, grazie.".
Sono uscito dal tunnel di Ultima Online non mi ficco in questo. Poi c'erano
misteriosi discorsi di soldi virtuali e reali che mi avevano abbastanza
infastidito: se sto giocando, voglio giocare. Voglio divertirmi. E soprattutto
voglio che il mio portafogli resti dove sta, intonso, grazie, che già
spendo abbastanza da solo.
2) La spiritualità di Second Life era innegabile, da quello che leggevo
in giro. Ci si poteva teletrasportare; costruire la propria avatar; alterare
l'ambiente; creare un mondo a parte. Fico. Vuoi vivere nella Terra di Mezzo?
Fai. Vuoi vivere nella Matrice? Fai. Vuoi vivere a casa di Barbara Streisand?
Fai.
3) La spiritualità di Secondo Life è naufragata, ai miei occhi,
dopo un annetto, all'incirca. E ultimamente ha cominciato a scavarsi la
fossa da sola. Non c'è persona che parla del gioco che non parli
di sesso. Pompini, vagine e peni da comprare per attaccarli al proprio personaggio,
club porno, cinema porno, serate porno. Sì, certo, gli U2 hanno suonato
su Second Life, ma a questo punto non escludo che durante il concerto sia
scattata l'orgia. O che nell'after party non si siano rinchius in un camerino
virtuale con qualche giovane fan.
4) Risultato: siamo gente squallida. Non importa che qualcuno legga il primo
canto dell'Inferno su Second Life, né che Bono esegua "Beautiful
day" usando il suo avatar virtuale. Che mi frega di costruire un'isola
virtuale tipo Jurassic Park se poi la gente si accoppia davanti al velociraptor?
Che me ne faccio di andare alla serata rinascimentale, di incontrare Garibaldi,
se quello accanto a me gli sta guardando il pacco?
5) Forse non siamo squallidi, ma in Second Life si cerca quello che nella
prima, di life, non si riesce ad avere in abbondanza. Che, per carità,
alla fine è pure giusto, ci mancherebbe solo che pure in gioco devo
fare il ragioniere o il portinaio. Ma mi rifiuto di credere che l'unico
obiettivo dell'uomo comune sia di accoppiarsi con qualsiasi cosa gli capiti
a tiro. Cioè no, so che è quello, ma mi rifiuto di credere
che non riesca a fare altro, anche in un momento come quello di Second Life.
6) Leggo or ora che comincia ad apparire la mafia, su SL. E gli stupri.
E il bullismo. Aspettiamo fiduciosi Third Life.
P.S. Di certo c'è da dire una cosa: se vuoi fare i soldi, la prostituta
virtuale è il modo migliore. Soldi come se piovessero.
P.P.S. Sto invecchiando.
Mercoledì, Maggio 9, 2007 12:48 AM
Mia zia Erna voleva
che facessi il musicista. Così. Perché avevo cominciato a
suonare la chitarra e mi piaceva e allora mi suggeriva di andare a suonare
per strada, nei locali. Era sicura che un produttore mi avrebbe notato e
mi avrebbe messo sotto contratto.
Chissà cosa direbbe, se sapesse che faccio tutt'altro, rispetto ai
miei progetti e alle sue proposte. Conoscendola non molto. Scrollerebbe
le spalle e direbbe "Ma sì...va bene.".
Quando finì la mia relazione con la mia fidanzata storica glielo
dissi. Lei si limitò a scrollare le spalle e a dire: "Allora
forse non era poi così giusta.". Era fatta così.
Mia zia Erna si è spenta stanotte. O almeno così è
stato per il suo corpo. Lei se n'era andata da tanto, perché aveva
deciso che non voleva vivere oltre, ma la sua fibra era troppo forte per
mollare e allora è rimasta così: un involucro che sosteneva
qualcosa che non c'era poi tanto spesso. Ma quando c'era era ancora l'ex
infermiera della seconda guerra mondiale. E l'insegnante di matematica alle
scuole medie. E la signora che ogni mattina usciva di casa e mi andava a
comprare il pane fresco per la colazione. E una vice mamma onoraria, quando
ero da lei. E chissà quante altre cose, che ora non mi ricordo, ma
che sono cementate dentro di me, in qualche modo e per sempre.
Sabato, Maggio 5, 2007 9:22 PM
Come apprendo qui, il cast di E.R. - Medici in prima linea ha subito un'ecatombe: fuori la Weaver, fuori Kovach, fuori Abby, pare fuori pure il medico giovane e rockettaro. Se continua così si torna a una serie ambientate per 3/4 in Africa (noooo! Ancora noooo!).
Venerdì, Maggio 4, 2007 5:14 PM
Non so se ci avete
fatto caso, ma i commenti non funzionano. Blogextra è proprio defunto,
quando vado ad aprire il servizio viene indicato come inesistente.
Ho provato, su suggerimento e gentile concessione di spazio, a usare Wordpress
e non ci ho capito una mazza di niente. Rimane l'alternativa Splinder/Livejournal/qualsiasialtrapiattaforma.
Ma in questo momento non ho la testa per impazzire e trovare quella che
più mi soddisfa. E quindi, per ora, il mio blog resta sospeso così,
nel limbo. Che poi, a volerla dire tutta, è un pò come mi
sento io ultimamente.
Martedì, Aprile 24, 2007 8:04 PM
"Vabbè,
forse ho esagerato." - Adolf Hitler
"Sì, via, ho calcato un pò la mano" - Joseph Stalin
"Sai com'è...era stata una giornataccia..." - Charles Manson
"Che ti devo dire? OK, lo ammetto: ho reagito male." - Jack, lo
Squartatore
"E vabbè...eravamo un pò nervosi..." - Bonnie e
Clyde
Chissà perché anche loro non mi sembrano credibili.
Domenica, Aprile 15, 2007
4:30 PM
Se avete due minuti fate un salto sul blog di Mag. Per due motivi: il primo è che è sempre interessante da leggere; il secondo è che ha una grafica che spacca (e lunga vita al sig. Pratchett, comunque).
0:05 AM
OK, sono un vecchio
babucco, lo ammetto. Ma questo sarà comunque un post che un pò
potrebbe suonare tipo "ai miei tempi", ma non è questa
l'intenzione.
Ma un pò il dubbio resta.
Al lavoro, oggi, salta fuori la domanda di un collega: "Tu sai chi
era Passepartout?". E io: "Certo, il servitore di Philleas Fogg,
in "Il giro del mondo in 80 giorni", di Jules Verne". Passano
due minuti e mi rimbomba in testa la sigla del cartone animato che vedevo
da bambino, tratto dal libro. Fatto con animali antropomorfi, sicuramente
pieno di cambiamenti, rispetto all'originale storia, e quello che si vuole.
Ma mentre la sigla mi suona anacronisticamente in testa, penso: "Però...quant'era
bella...".
Ecco, poi mi viene in mente la nuova sigla di Dragonball o di Yugi Ho o
di Naruto e scopro che, diamine, sembrano fatte apposta per la discoteca.
C'è il tunz tunz, ci sono le distorsioni vocali, ci sono testi limitati
(le rime con su e giù e quelle che finisco in "età",
come "caparbietà" o "lealtà" o "sagacità),
c'è un sacco di roba che non può, onestamente, competere con
"Oh Lady Lady Lady Oscar anche nel fioretto che eleganza c'è"
o con "Questa semplice ballate è dedicata solo a te, principessa
senza regno e senza re".
Non c'è scozzo.
Che accade, dunque?
La netta sensazione è che la generazione attuale (e pure quella precedente)
sia più adulta della nostra, come è nel normale evolversi
dei tempi (del resto noi lo eravamo più di quella dei nostri genitori
e, in certi casi, dei nostri fratelli e sorelle maggiori). Talmente adulta
che a 11 anni hanno il cellulare e guardano Colpo Grosso con un misto di
noia, se penso che a noi, le ragazze Cin Cin, parevano il top (prima dell'avvento
di Jenna e prima che potessimo impossessarci di Moana nelle poche edicole
amichevoli).
E quindi i ragazzini, oggi, vanno nutriti sì a ritmi ipercinetici
nella narrazione (cosa sulla quale, non sarei neanche del tutto contro,
a essere onesti), ma anche in ogni altro campo. Devono potersi considerare
alla stregua degli adulti e godere, quindi, di trattamenti similari. Devono
poter vedere i Pokemon senza che nessuna nota stonata possa fargli presente
che si tratta di qualcosa per bambini, perché hanno la loro dignità.
Nessun bambino, oggi come oggi, canterebbe a squarciagola "Un pirata
tutto nero che per casa ha solo il ciel", se nella testa non sentisse
tuonare basso e rullante, così da non farli pesare il fatto che si
sta emozionando per un semplice, banale, magnifico pirata.
Che, chiariamo, non sta scritto da nessuna parte che sia peggio così.
Magari i ragazzini di oggi, a 30 anni, non staranno ancora cantando a squarciagola
la sigla di Hamtaro, come fanno quei dementi dei miei coetanei, quando fai
partire Mazinga Z (e, sia chiaro, per questo li invidio da morire. C'è
solo una cosa peggiore della musica dei cartoni animati attuali e sono gli
idioti che non perdono occasione per mettere su le cassette delle musiche
passate e te le fanno sentire per ore, commentando con le lacrime agli occhi
la bellezza dei testi e cominciando un amarcord delirante nella quale fanno
a gara su chi ne sa di più...ah sì...ciao, amore!). Però
trovo che una certa - oddio cosa sto per scrivere - si sia persa. Ed è
un peccato, perché io, ancora oggi, un pò mi emoziono quando
sento uno xilofono.
Domenica, Aprile 8, 2007 7:22 AM
Che stanno ancora
lì in quel vicolo. Sarà un mese, che ci stanno. Ho questo periodo in cui
scrivo poco (eufemismo). Cioè, poco veramente. La mia Musa non approva.
La mia Musa è una vecchia signora, vestita come solo le vecchie signore
sanno, cioè demodè, ma curiosamente pure adattissima al tempo in cui siamo.
Sempre e comunque. E' magra, longilinea, dita affusolate, labbra fini. E
mi guarda con un pò di fastidio. Diciamo pure che non è contenta. Che poi
ci sarebbe da chiedere cosa diavolo ha, da non essere contenta. Quando voglio
scrivere, lei non c'ha voglia. Anzi, peggio. Si siede dietro di me e, come
fa sempre, suggerisce. Solo che, evidentemente, nel frattempo sta guardando
la TV e quindi parla a monosillabi. E io sto lì. Scrivo due righe e aspetto.
Due righe e aspetto. E, nei tempi lunghi, finisce che mi distraggo pure
io.
E quindi sono ancora lì nel vicolo. Ci sono entrati (anzi, ci sono usciti,
che hanno appena finito una serata in un locale) da un pezzo e ancora sono
lì che aspettano che mi decida a farli andare a casa a dormire. E io quasi
me li immagino, lì che battono il piedino per terra e mi guardano, un misto
di impazienza e fastidio. Ma ancora stanno lì. Chissà se fa freddo. Devo
decidermi a specificare che no, si sta bene, o finisce che mi si ammalano.
Venerdì, Aprile 6, 2007 8:45 AM
Credevo di essere messo male io, dopo un turno di notte. Ma lui mi batte sicuramente. Buonanotte. Cioè...buongiorno. Vabbè ci siamo capiti.
Lunedì, Aprile 2, 2007 0:05 AM
E' la prima volta
che faccio un pesce d'Aprile ed è stato un successo. Il mio blog
chiuso dalla Finanza, con l'accusa di pornografia e pirateria informatica,
l'offerta di collaborazione a chiunque ci navigasse...
Ho ricevuto parecchi SMS e telefonate e mail. Di due tipi, principalmente:
o erano persone preoccupate per me o erano persone che si erano preoccupate
e poi si erano ricordate che era il 1° Aprile e quindi mi davano del
cretino. Mi scuso, ovviamente, con tutti coloro che si fossero preoccupati
per me. Sto bene, non è successo niente, non sono in cella con Corona.
D'altro canto, però, devo segnalare lo stupore di aver fregato due,
diconsi due, avvocati che hanno letto il falso annuncio giudiziario che
mi dava inquisito senza accorgersi del fatto che fossero falsi. O i miei
anni di giurisprudenza mi hanno lasciato quanto bastava per simulare bene
o il loro affetto per me ha travalicato la loro capacità di razionalizzare.
E questo, lo ammetto, fa commuovere pure un vecchio cagnaccio rognoso come
me. Grazie a tutti, per la preoccupazione e per l'avermi dato del cretino.
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