Mercoledi, Giugno 28, 2006 8:53 PM

So che non è bello sparire così e mi scuso con voi. Ma vi assicuro che avrei postato prima, se non fossi dovuto andare a presenziare alla laurea dell'ottimo Garion e non dovessi inscatolare tutta casa mia, correndo in giro per Pisa a rubare scatole di cartone con la grazia di Cattivik.
Vi comunico che sì, mi sono laureato, che è andata benino, a parte qualche frizione con la controrelatrice che mi ha accolto all'urlo di "Tu sei il male. Io sono la cura.".
Ringrazio tutti per l'interessamento e potete ancora chiamarmi Zen (o idiota, se preferite), senza il "Dottor" davanti.

 

Martedi, Giugno 27, 2006 1:40 PM

Orbene, andando contro quelle che sono le abitudini solite di queste occasioni, posto prima dell'evento. Non vengo a dirvi che mi sono laureato, ma che mi laurerò. Oggi. Forse.
L'ipotetica deriva dal fatto che la professoressa (o entrambe) potrebbe cambiarmi la domanda che avevamo concordato. In tal caso potrei persino decidere di strangolarla davanti a tutti. Quindi, se per caso non do mie notizie, date un'occhiata ai titoli del Televideo: se ne trovate uno che recita "Dramma della follia a Pisa. Strangola la propria relatrice durante la discussione della tesi", quello sono io.

P.S. Che, a dirla tutta, un pò me la sarei pure andata a cercare, eh? L'ultimo incontro dal vivo con la mia professoressa ha visto nascere il seguente dialogo:
Io: "Eccole la tesi, la versione finale."
Lei: "Dov'è l'indice?"
Io: "Non l'ho portato."
Lei: "Come no? E perché?"
Io: "Me lo sarei dimenticato, in effetti..."
Lei: "E io come faccio a leggere un testo se non c'è l'indice?"
Io: "Provi cominciando dalla prima all'ultima pagina. Le ho numerate apposta."

 

Giovedì, Giugno 22, 2006

9:40 PM

Io non sono fatto per cambiare casa. Credetemi. Non metto le radici nelle città, ma negli appartamenti sì. Posso fare a meno di quel bar dove ho fatto colazione così spesso o di quella cecina che mi ha sfamato tante volte, però non posso rinunciare alle pareti che hanno visto alcuni dei miei momenti migliori e peggiori.
E in più non sono fatto per mettere dentro le scatole la mia vita. Non posso mettere via una foto non ricordandomi di tutto quello che c'è dietro. E non sono capace di buttare via un biglietto di auguri natalizi che una tirocinante scrisse a noi obiettori durante il Servizio Civile. Perché sono orme del nostro passaggio, di persone che non sento più e di quelle che ancora fanno parte della mia vita.
Mi affeziono a pagine scritte, a scarabocchi fatti, a segnalibri, a penne, a salvadanai, a fanzine che non ho più letto, a riviste che mi ricordano la mia adolescenza, a pupazzetti impolverati. Non esiste che io me ne possa staccare. O almeno che sia capace di farlo senza sentirmi stringere il cuore per la sofferenza.
Quindi se ti troverai davanti la statuina di una talpa con il naso ammaccato, ti prego, abbi pazienza. Sappi che per te sarà una vecchia statuina brutta, ma che per me odora di vita e di ricordi. Io, lo prometto, non brontolerò quando ci metterai mezz'ora a prepararti per uscire.

 

 

7:36 PM

Sono seduto nel salotto, a casa di amici. Sto guardando la TV nella pausa tra il primo e secondo tempo di Italia-Cecoslovacchia. Suona il cellulare, sullo schermo la scritta "Numero Privato". Rispondo e una voce femminile mi parla, dall'altro lato della linea.
Sconosciuta: "Pronto tesoro, dove sei?"
La TV è accesa e sento un pò basso, ma ha chiaramente un accento da sudamericana.
Io: "Mi dispiace, ha sbagliato numero."
Lei: "Come ho sbagliato numero?"
Io: "Eh sì, ha sbagliato."
Lei: " E perché avrei sbagliato numero?"
Io: "Perché non sono il suo tesoro."
Lei (chiaramente stupita): "Come no?"
Io: "No, direi proprio di no."
Lei per un attimo non sembra capire, poi ridacchia e dice: "Dai, Fabrizio...".
Alché capisco che mi conosce. Che sa chi sono. Quindi la sudamericana non ha sbagliato numero. Ma è chiaramente una sconosciuta. Ha l'accento sudamericano da prostituta come li fanno nei film in televisione. Però mi conosce.
Io: "Ma chi parla?"
E lei, con voce finalmente riconoscibile: "Come chi parla?"
Ed è lì, che come nel peggiore dei film comici di quart'ordine, realizzo: "Mamma?".
Vi lascio solo intuire il resto della telefonata...

 

Lunedì, Giugno 5, 2006 5:18 PM

Notavo che tutti quelli che ritornano da una visita a Pompei, come prima cosa ti raccontano che tra i resti sepolti dalla lava c'è un bordello. Mah...

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