Mercoledì, Novembre 30, 2005 7:20 PM

Sapete la cosa che dicono in X-Men? Che ogni 10.000 anni l'evoluzione compie un balzo e che nascono esseri con dei poteri superiori e bla bla bla? Ebbene, il mio potere mutante è quello di prendere sempre la fila per la cassa più lenta... -_-'

 

Martedì, Novembre 29, 2005 6:21 PM

Oggi ho deciso di pranzare con un bel Kebab. Si tratta di un piatto con la simpatica opzione di avere un nome diverso a seconda del posto in cui lo mangiate (arabo, greco, israeliano), ma che tanto è sempre la stessa cosa e quindi tanti saluti. Solo che il posto in cui l'ho provato io oggi (attirato dall'invito di soli 3 euro di prezzo) non serviva il pasto nel pane che si vede nell'altro link (la cosidetta Pita, questo è un blog culturale, signora mia...), ma in questa versione. Oh beh...poco male, mi sono detto, del resto per 3 euro che pretendo? E poi lo hanno farcito a dovere: carne, patatine, insalata, cipolle crude, carote e una verdura non identificata e salsa piccante. Mi sono seduto a mangiare, mentre leggevo il giornale, e ho lottato con strisce di cipolla che volavano ovunque. A un certo punto ho pensato bene di pulirmi la bocca con la prima cosa che trovavo, ovvero, il fazzoletto che avvolgeva la carta nella quale era contenuto il Kebab. Solo che nel farlo non ho tenuto conto che il fazzoletto tamponava il lato della carta aperto (quello, per intenderci, dal quale hanno messo la farcitura del panino). Risultato: improvvisamente in aria sono esplosi pezzi di verdura e carne che sono finiti tutti intorno a me, tipo granata a frammentazione. In ampia parte sul pavimento. Ho guardato desolato la scena, constatando con un certo sollievo che il mio pasto era ancora abbondantemente ripieno. Poi ho voltato lo sguardo.
Alle mie spalle, dietro il bancone, c'era un trio di ragazzi arabi che mi guardava con un misto di sorpresa e odio profondo. In sottofondo si sentivano canzoni arabe che, per quanto ne sapevo, potevano inneggiare alla Jiyahd. Ho proferito un leggero: "Eh...mi dispiace...ma...". Poi mi sono strafogato rischiando di morire soffocato, ho pagato il conto e sono scappato via.

 

Lunedì, Novembre 28, 2005

7:33 PM

Lo so che era un animale e che come tale solleva i nostri cori di sdegno al pensiero che è stato soppresso. Ma tenete conto che era malato, soffriva di una grave cardiopatite, stava male e, se tutto questo non bastasse, che era brutto come la fame...

2:48 PM

Non è che io abbia questo gran spirito natalizio, ma per motivazioni che mi sfuggono quest'anno sento particolarmente il fascino e il piacere della casa decorata e d'atmosfera. Sarà per questo che è da ieri sera che qui in casa bruciano ININTERROTTAMENTE delle candele. Se il mio appartamento dovesse andare a fuoco, portandosi dietro il palazzo, sarete a conoscenza del motivo. :P

 

1:18 PM

Per chi me l'ha chiesto: ho restituito il cellulare. La ragazza è venuta a ritirarlo, ci siamo incontrati sotto casa e come prima cosa mi ha chiesto: "Senti, ma il mio ragazzo per caso è stato scortese?".
Guardando il fidanzato che l'aspettava in macchina e che mi fissava con lo stesso sguardo di un chinghiale imbufalito mi sono limitato a sminuire l'accaduto.

 

Venerdì, Novembre 25, 2005 11:28 AM

Che uno decide di dare un colpo di telefono ai propri genitori. Così. Perché gli va di sentirli e di dirgli quanto gli vuole bene e quanto gli manchino. E per farlo decide di usare una di quelle apparecchiature desuete chiamate "cabine telefoniche". Quando mi avvicino ci trovo poggiato sopra un cellulare. Pare nuovo di zecca ed è di quelli costosissimi (avete presente quelli con la parte superiore che slitta verso l'alto, la macchina fotografica, videocamera, macchina per il caffè? Quelli). E' lì, poggiato. Mi guardo in giro un paio di volte e non vedo nessuno. Lo prendo in mano e in quel momento suona. Panico. Mi guardo ancora in giro, per vedere se per caso sono in uno scherzo. Nessuno. Rispondo.
"Pronto?"
Dall'altra parte silenzio. Sento qualche rumore di fondo, ma niente di che.
"Pronto?"
Improvvisamente una voce maschile, brutalissima.
"Chi parla?"
"Ah...non è il mio cellulare questo."
"Ma chi parla?"
"Sì, mi chiamo Fabrizio, ma questo non è il mio cellulare."
"Lo so che non è il tuo cellulare! E' quello della mia ragazza!"
Il gelo. Mi guardo in giro sperando che la suddetta ragazza sia in arrivo, ma niente.
"Ah...io l'ho trovato. Non so..."
"Ma dov'è Silvia?"
"Guardi, non saprei, davvero. Io il cellulare l'ho trovato."
Attimo di silenzio dall'altra parte. Dentro di me la certezza che sto passando per l'amante di Silvia. E poi:
"Dove l'hai trovato?"
"In una cabina telefonica."
"E che ci faceva Silvia in una cabina telefonica, se ha un cellulare?"
A quel punto mi butto sullo scientifico:
"Non saprei spiegarle le usanze della sua ragazza nelle questioni dei cellulari, sa?"
Ancora silenzio. Dall'altra parte si sentono due cose: le meningi dell'uomo che cerca una spiegazione e un modo doloroso per uccidermi e il suo odio che cresce costantemente.
"Va bene. Ti richiamo."
E butta giù.
Il cellulare è qui che aspetta la padroncina. O il suo ragazzo. O un killer assoldato per farmi fuori.

 

Giovedì, Novembre 24, 2005 10:59 AM

In realtà ho poco da dire. E quindi, come accade in queste situazioni, mi lascio andare a notizie sparse e varie ed eventuali.
1) Dall'undicesima serie di E.R.-Medici in prima linea, ci siamo giocati il dottor Carter. Ora, chiunque mi conosca sa che quello che mi teneva ancora incollato alla serie era lui. E ora c'è solo da vedere se dopo di lui abbandono il Pronto Soccorso al suo destino o continuo, con spirito masochista.
Tra l'altro una cosa che ho notato: non c'è uno dei personaggi storici che se ne sia mai andato salutando per bene tutti quanti. Ogni personaggio storico (Mark, Carol, Doug, Carter) ha salutato due persone a caso e se n'è andato nell'indifferenza generale (con i picchi del dottor Romano morto schiacciato da un elicottero e nessuno che ci ha fatto caso per ore...). Alla faccia dei parenti serpenti... :P
2) Il freddo è arrivato pure a Pisa, come nel resto d'Italia. Ma almeno qui non nevica, come accade da altre parti. Però quello che mi inquieta è che nonostante abbia acceso il riscaldamento ho freddo. Panico.
3) Ho appena notato una cassetta audio sotto lo schermo. E' talmente coperta di polvere da non riuscire a leggere le scritte che ne denotano l'identità. Ho paura di controllare cosa possa essere...E se fosse una cassetta tipo The Ring?
4) In un torneo sul film più rappresentativo degli anni '80, Porky's e La rivincita dei nerds sono stati scalzati da Il nome della Rosa e Blade Runner. Contando che chi vota in quel torneo, spesso gira anche su questo blog glielo dico: potessi vi scambierei con i lettori di un blog qualsiasi. Tiè! :P

 

Giovedì, Novembre 17, 2005 9:06 AM

Non so cosa sia peggio. Se svegliarsi alle 3 del mattino perché il tuo raffreddore ti impedisce di dormire, bloccandoti completamente le vie respiratorie, o accendere la TV mentre vaghi per l'appartamento e scoprire che le pubblicità dei numeri porno non ti fanno più nessun effetto...

 

Sabato, Novembre 12, 2005 9:11 AM

Prendendo spunto da un post trovato qui, mi viene da chiedermi: quali sono i pezzi più tristi che ho sentito nelle canzoni? Una lista completa è impossibile, perché potrei starci qui fino all'anno prossimo, però, così, per giocare, tiro fuori qualche titolo qua e là.
Canzoni d'amore.
E vado a cominciare con i Beatles. Che, in "She's living home", cantavano il dolore di due genitori per la figlia che sta lasciando casa e che si interrogano su cosa hanno sbagliato, fino alla dolorosa presa di coscienza:

"Lei (cosa abbiamo fatto di sbagliato?)
si sta (non sapevamo fosse sbagliato)
divertendo (il divertimento è una cosa che i soldi non possono comprare)
Qualcosa che dentro è sempre stato negato.
Per così tanti anni. Ciao ciao."

E poi si prosegue con Claudio Baglioni, in "Questo piccolo grande amore", che cantava i rimpianti di un amore finito, di cui sente la mancanza. E, a sopresa, si scopre pure che se l'è andata a cercare, perché ha stronzoleggiato un pò troppo:

"non sono sicuro se ti amo davvero
non sono...non sono sicuro...
e lei tutto ad un tratto non parlava
ma le si leggeva chiaro in faccia che soffriva"

Non posso non citare Fabrizio De Andrè, nella bellissima "Canzone dell'amore perduto", che parlava dell'amore per la sua bella e delle sue promesse di amore eterno, per poi freddarci con un secco:

"Vorrei dirti, ora, le stesse cose
ma come fan presto, amore,
ad appassire le rose
così per noi. "

E poi si parla di Percy Sledge in "The dark side of the street". Due innamorati, probabilmente entrambi findanzati o forse solo lei, ma poco importa. Si amano, ma non possono che accontentarsi di una storia di nascosto e lui, nel cantare il suo amore per lei, la avvisa:

"Lo so che il tempo vorrà il suo tributo,
dobbiamo pagare per l'amore che abbiamo rubato,
è peccato e sappiamo che è sbagliato,
oh, ma il nostro amore continua a crescere così forte"

E poi c'è chi è stato lasciato e si ritrova a chiedersi come sia possibile, a piangere e a sperare che le cose ritornino come prima. Come cantava Freddie Mercury, nella straziante "Save me":

"Ogni notte piango, ancora credo alla bugia
ti amerò fino alla morte"

Dolore generico.
C'è chi, come Francesco Guccini, soffre per l'inaspettata perdita di qualcuno di caro, in "Passato Remoto":

"quel pomeriggio che ti ho detto
"Scusami, ma qualche volta chiamami anche tu..."
e ancora adesso non ci posso credere
che non ti avrei rivisto più..."

Ma magari poi il dolore si cementifica e lascia spazio alla rabbia, al risentimento o, meglio ancora, all'orgoglio e gli permette di essere netto con chi l'ha abbandonato. Come in "Quattro stracci":

"io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri,
quei quattro stracci in cui hai buttato l' ieri
persa a cercar per sempre quello che non c'è..."

E quell'inizio straziante de "I giardini di Marzo" di Lucio Battisti, quando parla delle difficoltà di vivere con ciò che si ha:

"Il carretto passava
e quell'uomo gridava "Gelati!"
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti..."

E Eagle Eye Cherry, che canta dell'ultima notte con qualcuno a cui si tiene, in "Save tonight":

" Beh sappiamo che sto per andare via
e come vorrei, vorrei che non fosse così.
Allora prendi questo vino e bevi con me,
ritardiamo la nostra tristezza."

Ma forse, alla fine, ha ragione Sarah McLachlan. La quale, in "I will remember you" dice chiaramente:

" Io ti ricorderò,
tu mi ricorderai?
Non lasciare che la tua vita ti passi attraverso,
non piangere per le tue memorie..."

E voi? Le vostre?
P.S. OK, non era un post precisamente allegro. Prometto che ne farò uno per le canzoni allegre. :P

 

Domenica, Novembre 6, 2005 8:04 PM

Che lo so che non dico nulla di originale, ma non c'ho mica voglia di addormentarmi per svegliarmi, domattina, e scoprire che è lunedi. -_-'

 

 

 

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